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L’ultimo respiro

“La curiosità uccide il gatto” recita un proverbio inglese, ma se avessi seguito la saggezza d’Albione invece di farmi entusiasmare da una presentazione su Facebook di un divoratore, prima che venditore, di libri (vero Alberto?) avrei perso quest’opera prima di Luigi Martinuzzi che per poco più di 10 euro mi ha fatto passare piacevolmente il tempo.
L’investigatore John Bay è un personaggio ben riuscito che, seppur sfortunato al limite del record mondiale e abbastanza tormentato, resta credibile e umano così come l’Annegatore risulta reale e verosimile al contrario di altri serial killer cui ci ha abituato la letteratura; anche quella americana considerata a torto o ragione maestra del genere.

Il romanzo non è perfetto e mostra alcuni piccoli difetti da opera prima. Le procedure di polizia sono seguite in maniera abbastanza corretta ma in un paio di passaggi si trascurano elementi che un detective esperto quale si capisce essere John Bay non può lasciarsi sfuggire per riconsiderarli in seguito. Inoltre c’è un momento in cui si ha la sensazione che l’investigatore si trovi davanti la narrazione, sensazione che risulta inizialmente un poco sgradevole.
Da narratore maturo e smaliziato appaiono invece gli indizi seminati nel racconto per confondere il lettore fornendogli falsi colpevoli ed il finale, seppur intuibile da un lettore esperto che ormai le ha lette tutte (compreso il professor Langdon che si tuffa nel Tevere da alta quota), resta comunque sorprendente.

In conclusione un’opera prima che lascia il desiderio di attendere la seconda con la quasi certezza che sarà una conferma.

This entry was written by nobodysdiary , posted on sabato marzo 11 2017at 12:03 pm , filed under Libri and tagged , . Bookmark the permalink . Post a comment below or leave a trackback: Trackback URL.

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