Crea sito

Meno male ci sono i sindacalisti

Se un qualunque italiano fosse vissuto gli ultimi vent’anni su Marte, senza aver possibilità alcuna di informarsi sull’attualità, e fosse tornato sulla Terra diciamo venerdì scorso avrebbe, fra i numerosi motivi di stupore, anche qualche motivo di confusione.

Avrebbe per esempio avuto parecchia difficoltà a capire le dinamiche del lavoro se si fosse limitato a seguire le due trasmissioni di approfondimento su La7 di venerdì e sabato scorso che avevano come ospiti due importanti rappresentanti del mondo sindacale, o meglio i segretari di CISL (venerdì) e UIL (sabato), che bene o male sono due dei tre principali sindacati italiani.

Il segretario dlla CISL, Bonanni, venerdì scorso è stato addirittura infraintedibile quando, provocato dal vignettista Vauro che gli chiedeva perchè avesse smesso di difendere i diritti dei lavoratori, ha risposto con tutta la veemenza possibile da sotto il baffetto sbarazzino che “queste cose fanno parte dell’ormai logoro bagaglio della sinistra ed è un bene per il Paese se ce ne dimentichiamo, e alla svelta!” mentre nel prosieguo della trasmissione medesima ha affermato con tutta sicumera che “Non v’è dubbio parlando di tutela dei diritti che quelli di coloro che rischiano il capitale e prendono le decisioni sono superiori a quelli di coloro che le decisioni le subiscono“; affermazione per carità del tutto legittima, ma non se a farla è uno che di mestiere fa il capo di un’organizzazione che ha come scopo unico quello di difendere appunto i diritti di coloro che a detta sua sono meno importanti.

La sera successiva, nello stesso spazio orario, un’altra trasmissione della rete ha mostrato la festa della FIOM con ospiti in studio un probabilmente illustre giuslavorista del quale sinceramente ho dimenticato il nome ed un giornalista che hanno preso in mezzo una precaria diplomata in sociologia mentre il segretario UIL, Angeletti, era collegato in esterni.

Sarà stato probabilmente il ritardo con cui riceveva l’audio, oppure il fatto che si distraeva tocchicchiandosi i baffetti, a determinare il comportamento del segretario medesimo che, mentre battibeccava ad ogni piè sospinto col giornalista conduttore che gli chiedeva il conto dei risultati degli accordi con FIAT e Marchionne, lasciava che il sedicente esperto di diritto del lavoro ed il giornalista trasmettessero agli ascoltatori l’immagine del lavoratore dipendente medio come un truffatore dello Stato in quanto sfruttatore della malattia per aumentare i permessi, sfruttatore del datore di lavoro in quanto assenteista lautamente retribuito ed, in ultima analisi, con scarsa voglia di lavorare e scarsamente produttivo in assoluto.

Sarebbe anche stato interessante che magari qualcuno avesse prodotto qualche indice o qualche analisi statistica a sostegno di queste brillanti affermazioni ma l’unica, e di segno opposto, l’ha tirata fuori il giornalista Telese, padrone di casa, e dimostrava che il ricorso alla mutua dei lavoratori di Mirafiori era inferiore alla media dei lavoratori torinesi che lavorano fuori da Mirafiori ma è stato contestato proprio da Angeletti, pensa te come va il mondo…

Insomma, immagino la confusione del nostro ipotetico astronauta di fronte alle performances televisive dei segretari sindacali (che hanno chiesto proprio ieri, con quello che appare come un colpo di tosse della pulce, un taglio fiscale a favore di dipendenti e pensionati) i quali pensano l’uno che i diritti dei lavoratori sono un retaggio del passato e che oltretutto sono inferiori rispetto a quelli dei padroni e l’altro che i lavoratori dipendenti sono una massa di farabutti lavativi.

Più ancora però mi chiedo, e la stessa cosa se la chiederebbe di sicuro il nostro astronauta, come è possibile che coloro che, con le trattenute dalle proprie buste paga, mantengono questi begli esemplari di coerenza a pontificare in televisione alle spalle di coloro che dovrebbero tutelare e contro i loro stessi interessi, non li abbiano ancora mandati dove si meritano, cioè, come ha suggerito lo stesso Vauro, a lavorare, ma non dietro una bella scrivania bensì in catena, di montaggio naturalmente.

D’altra parte è sempre stata tradizione di casa Agnelli quella di mandare i rampolli a condividere la condizione dei lavoratori nelle proprie fabbriche per qualche giorno, possono andarci anche i baffetti più curati del sindacalismo italiano…

Posted in: Senza categoria by nobodysdiary 2 Comments

Il diritto di sbagliare

La maggior parte dei commenti politici, da ieri, sono incentrati sulla mossa a sorpresa della Moratti che accusa il competitor Pisapia di aver rubato un auto trent'anni fa.
Mentre le voci della sinistra rimarcano il fatto che è una menzogna (a quanto pare il Pisapia, non contento dell'amnistia, ha preteso un appello che lo ha mandato assolto) a destra si continua a battere il tasto delle frequentazioni, vecchie di ormai trent'anni, con gli ambienti estremisti del Pisapia medesimo che perciò, oggi, non ha il diritto di dichiararsi moderato.

Pochi giorni fa a Blog hanno mandato in onda uno spezzone di Sallusti che criticando un interlocutore, rimasto anonimo perchè citato solo come "il collega", ha imbastito la sua critica così:"Non posso essere d'accordo con lui perchè da Mosca raccontava il paradiso del comunismo come inviato dell'Unità"
Trent'anni fa…

Al di là delle vigliaccate di piazzare accuse a fine dibattito quando si spengono le telecamere o quando il collegamento con l'interlocutore è stato interrotto, al di là della falsità più o meno manifesta delle accuse, al di là della pretestuosità delle medesime quello che più di tutto colpisce è quanto non importi il tempo trascorso, pur di trovare qualcosa somigliante al vero che faccia vergognare l'interlocutore.
Peggio ancora, una volta trovato il qualcosa non ha importanza il tempo, l'accusa è che tu sei ancora quello: quel delinquente che manifestava in piazza contro la celere, quel comunistaccio che faceva l'inviato a Mosca e quindi ancora oggi bolscevico e rivoluzionario sovversivo fino al midollo, quello che si è preso senza pagarla una mela dalla cassetta del fruttivendolo e quindi ladro e delinquente!

Tu, che voti a sinistra.
Quelli di destra invece sono vittime degli errori giudiziari e perseguitati anche quando, come Scajola, li beccano con le mani nella marmellata; un anno fa, non trenta o quaranta…

Posted in: Senza categoria by nobodysdiary Commenti disabilitati su Il diritto di sbagliare

Il portaborse

Se seguite questo blog perché vi piacciono più o meno le stesse cose che piacciono a colui che ne scrive non dovrebbe esservi sfuggita la performance, giovedì scorso, dell'onorevole Stracquadanio ad Anno Zero.
Diversi giornali, siti e blog ne hanno già scritto e non è mia intenzione entrare nel merito delle polemiche fra il parlamentare pdl ed il conduttore quanto piuttosto far notare un breve scambio di battute fra lo Stracquadanio medesimo ed il giornalista Travaglio, ospite fisso della trasmissione.

Durante uno dei vivaci scambi polemici fra il giornalista Travaglio e la macchietta travestita da parlamentare (o viceversa, impossibile separare i due ruoli che convivono nel medesimo personaggio) si ragionava di giurisprudenza ed un'intemerata affermazione dello Stracquadanio (diplomato al liceo classico, come si evince dalla pagina ufficiale della Camera dei deputati, e quindi non propriamente un'autorità in materia di diritto) ha provocato la reazione di Travaglio che ha richiesto al parlamentare in qual momento, e da quale autorità, fosse stato proclamato docente di diritto visto che si permetteva di correggere affermazioni fatte da chi in giurisprudenza è laureato.
Lo Stracquadanio non si è perso d'animo ed ha affermato che tale autorità gli proviene dal fatto di essere stato eletto parlamentare della Repubblica!

Mi risulta adesso abbastanza facile capire perchè non si riesce quasi mai ad avere ragione di simili personaggi, visto che basterebbe essere pronti ad usare contro di loro le stesse armi che essi usano nei confronti di chi li critica, cioè attaccarli per qualcos'altro invece di scendere nel merito.
Visto che lo Stracquadanio si fa forte della volontà popolare che lo ha eletto per arrogarsi competenze di diritto che non solo non ha, ma che è anche del tutto lontano dallo sperare di possedere visto che gliene manca la cultura, sarebbe bastato ricordargli che non è alla volontà popolare che deve la sua investitura dato che non solo le preferenze sono bloccate e quindi non è stato eletto direttamente dal popolo, ma che addirittura egli è subentrato alla Muscardini e quindi il suo suffragio è due volte indiretto.

E d'altra parte sarebbe stato più che sufficiente ricordare allo Stracquadanio medesimo che come non bastò a Caligola fare il proprio cavallo senatore per dargli la parola così non basta nominare deputato un asino per trasformarlo in un genio.

Posted in: Senza categoria by nobodysdiary 1 Comment ,

Il delfino

Se qualcuno aveva dubbi o perplessità sul perchè Angelino Alfano sia universalmente considerato il delfino e il successore di Berlusconi la trasmissione “in 1/2 ora” dell’Annunziata di oggi dovrebbe avergli tolto ogni dubbio.

Uguale è la faccia tosta, uguale è l’arroganza, uguale è la capacità di interpretare, mistificandola, la realtà per piegarla ai propri fini ed uguale perfino la veemenza con cui si spacciano evidenti e conclamate bugie per verità assolute semplicemente fingendo di trasfonderci quel trasporto che il senso comune ritiene riservato alle verità (per parlare più terra terra: racconta falsità con tono talmente enfatico che le menti semplici, come quella della brava donna di mia suocera, le scambiano per verità perchè non concepiscono come si possano difendere le bugie con tale e tanta passione verbale da farsi perfino gonfiare le vene del collo…).

In quell’intervallo di tempo breve che corrisponde ad una mezzoretta il delfino oggi è riuscito oggi, nonostante la malcelata ma del tutto inefficace opposizione della conduttrice, a far passare come del tutto naturali e veritieri i seguenti concetti:

1 – I giudici sono dei sovversivi perchè tutti gli ultimi cambi di maggioranza sono stati da loro decisi, in quanto se non fosse stato per un magistrato di Santa Maria Capua Vetere (che andava in pensione il giorno dopo, ipse dixit) oggi avremmo ancora il governo Prodi “legittimamente eletto”; purtroppo il potere giudiziario, che controlla lo Stato e le istituzioni, ha inviato alla moglie di Mastella un avviso di garanzia e quindi il governo Prodi oggi non c’è più (incredibile la faccia come il culo con la quale quello che era un governo “illegittimamente eletto“, causa frodi elettorali variamente assortite e più o meno denunciate da parte del centrodestra, diventi legittimo nel momento in cui si tratti di usarlo per aggredire l’attuale nemico pubblico numero uno).

2 – Il potere giudiziario italiano è l’unico in tutto il mondo che ha il potere di fare quello che vuole senza che sia messo sotto alcun controllo, perchè a giudicare gli errori dei magistrati sono i magistrati, che giudicano anche gli errori dei medici.

3 – I giudici italiani vivono in situazione di privilegio tale che, mentre tutti gli altri poteri sono soggetti al potere giudiziario, il potere giudiziario non è soggetto a nessuno e perciò questo è un aborto giuridico che deve obbligatoriamente essere sanato.

La cosa incredibile di tutto questo perverso ed errato modo di ragionare non è solo, o soltanto, il fatto che tali affermazioni vengano fatte senza che nessuno provi a confutarne l’assoluta mendacità ed infondatezza, quanto piuttosto che la stessa giornalista, nell’arrogarsi ruoli e meriti che non ha, mentre da una parte pensa di poter controbattere con le armi della correttezza dall’altro, non avendo il coraggio di dare del bugiardo all’interlocutore e pretendendo di scendere nel merito, finisce per essere complice e strumento anzichè elemento di verità.

Perciò l’angiolino oggi si è mostrato veramente degno del ruolo di delfino perchè mentre l’Annunziata continuava ad urlare la propria indipendenza ha contemporaneamente fatto fino in fondo il gioco del nemico, dimostrandosi serva due volte e servendo il doppio agli scopi dell’angiolino medesimo.

Eppure non ci voleva molto a fare una bella figura, e contemporaneamente costringere il delfino ad una brutta figura memorabile, bastava semplicemente smascherare le palesi menzogne del ministro della giustizia (perchè di questo si tratta, abbiamo un governo il cui capo ed i cui funzionari hanno tutti lo stesso maledetto e democraticamente intollerabile vizio: mentono!) invece di provare a controbattere dialetticamente presupponendo che tutto quanto racconta l’Alfano, così come del resto quello che racconta il Tremonti ad Anno Zero e tutti gli altri ministri alle varie trasmissioni televisive, sia verità.

Ci proviamo noi.

1 – Credere che il governo Prodi sia caduto per causa di un avviso di garanzia è un po’ come credere alla novella che sia stato l’avviso di garanzia recapitato al G7 di Napoli a far cadere il governo Berlusconi nel 94: tanto comodo quanto falso.

All’epoca il governo Berlusconi non sopravvisse perchè Bossi gli tolse la fiducia (dopo alcuni mesi, quindi senza coincidenza temporale) a causa della riforma pensionistica che la base leghista non condivideva e che Berlusconi volle ad ogni costo, e non a causa dell’avviso di garanzia; quest’ultimo fu solo il pretesto per far scoppiare le divisioni nell’alleanza.

La stessa cosa accadde con l’ultimo governo Prodi: la responsabilità della caduta non fu l’avviso di garanzia, perchè se fosse sufficiente un avviso di garanzia alla moglie di un ministro per far cadere un governo non si spiegherebbe come l’attuale governo Berlusconi sia in grado di resistere alla tempesta del bunga-bunga, quanto piuttosto il fatto che Mastella fece crollare la maggioranza perchè Prodi non era disposto ad accettare il ricatto postogli dal Mastella medesimo: se vuoi continuare a governare salva mia moglie.

Tale episodio quindi meriterebbe di essere ricordato non come esempio di interferenza della magistratura sul governo, quanto piuttosto come integrità morale e fedeltà alle istituzioni di Prodi che preferì la crisi all’intervenire di persona sulla magistratura; perciò dovrebbe doppiamente indignare chi sente tale avvenimento citato a sproposito ed a favore della riforma giudiziaria, perchè costituisce un doppio falso e un duplice travisamento della realtà.

2 – Il fatto che siccome sono i giudici a giudicare gli errori dei giudici allora questo è un insanabile vizio di sostanza è un sofismo eccezionale del quale Gorgia da Leontini non avrebbe potuto immaginare il pari.

Forse qualcuno pensa che a giudicare debba essere qualcuno che non è un giudice? Forse qualcuno crede che se un medico commette un errore il medico che giudica se ha sbagliato o meno in quel mnomento non è un giudice? Ed allora quale miglior giudice di un giudice per giudicare se un giudice ha commesso un errore di giudizio?

Naturalmente non c’è nessuno che possa giudicare meglio, ma il problema è che, nonostante quanto vogliono farci credere il sistema non è autoreferente; diversi sono i gradi, diversi i giudici e diversi i livelli giudicanti, perciò nel momento in cui si vuol far credere che nessun giudizio è imparziale bisogna dimostrate che è tutta la classe ad essere corrotta.

Questo naturalmente nessuno che sia sano di mente lo può fare, ed allora basta affermare che nessun giudice va bene.

In conclusione siamo a questo punto: il ministro della giustizia ritiene che non esista nessun giudice imparziale e che tutti complottano contro il governo, perciò nessuno di loro è adatto a giudicare in maniera imparziale su nessuna materia che investa il governo; ma siccome non si può dire chiaramente perchè ciò significherebbe accusarli tutti indistintamente e mandarli tutti a casa (o in galera) allora per renderli di nuovo imparziali è necessario assoggettarli al governo.

Ecco, magari basterebbe che ce la presentassero in questo modo invece di girarci intorno pretendendo di ridare all’ordine giudiziario la verginità assoggetandoli all’esecutivo; basterebbe che ci dicessero: il giudice non è imparziale perchè lo decidiamo noi, ma se siamo noi a guidarlo allora magicamente lo ridiventa.

Messa così secondo me sarebbe molto più facile da digerire della brodaglia che ci stanno spacciando ora secondo la quale ogni singolo giudice è imparziale ma la magistratura nel suo complesso non lo è…

3 – Quest’ultimo punto è veramente il più risibile fra i tre: il ministro sostiene che nessuno è insindacabile come il giudice e, mentre chiunque, compreso il legislativo e l’esecutivo, è assoggettato al potere giudiziario il giudiziario non soggiace a nessuno e fa un po’ come gli pare, oltre a non essere soggetto a rivalsa.

A parte il fatto che basterebbe chiedere alla Boccassini come è stato facile perquisire gli uffici di Spinelli per rendersi conto che in realtà le garanzie funzionano anche troppo bene, è quanto meno sospetta la pretesa che tutti i poteri siano separati ad eccezione del giudiziario che parrebbe “più potere degli altri”.

Mentre al giudice che sbaglia viene richiesto di pagare e qualcuno paga, perchè paga lo Stato, che dire di quei parlamentari che votano una legge che lede gli interessi di alcuni cittadini? Qualcuno paga per questo? Naturalmente no, perchè è nella natura di “potere dello Stato” quella di poter disporre del proprio potere senza vincolo di mandato.

Perchè il giudiziario deve essere diverso dal legislativo che, tanto per fare un esempio, manda a casa 5000 imprese trasferendo al nucleare i fondi già destinati alle energie alternative senza che alcun parlamentare che vota tale disposizione sia chiamato a risarcire le aziende danneggiate mentre un giudice deve pagare di tasca propria se, magari, non si accorge che un teste mente sotto giuramento?

Ma che si vuole da questi signori? Che siano perfetti, imparziali ma contemporaneamente che usino due occhi diversi quando sotto le loro grinfie capitano i normali cittadini ed i potenti?

Perchè se è questo che si vuole, e non vi è dubbio che sia così, la strada è quella giusta: continuiamo pure ad accusarli di essere una casta mentre il parlamento non concede, nonostante il parere contrario della stessa parte politica cui appartiene, l’autorizzazione a procedere contro Pecoraro Scanio, continuiamo ad attribuirgli poteri di influenza politica che non hanno e ad accusarli di essere golpisti solo perchè procedono a compiere atti che la legge li obbliga a compiere, ma poi non ci meravigliamo se davanti al giudice non vanno più col cappello in mano non solo gli avvocati della difesa e della pubblica accusa, ma neanche gli imputati.

Finchè accadrà che, come pronosticava anni fa Luca Goldoni, i delinquenti si rivolgeranno al giudice con un folkloristico “Tuo onore, mi oppongo” e tutti noi non saremo in grado di capire, e quindi spenderemo ore di dibattiti televisivi, che la responsabilità è da ascrivere ad una mezzora di intervista in cui un guardasigilli ha disinvoltamente, falsamente e mendacemente accusato, senza alcuna distinzione, i giudici, da lui amministrati, di complottare nell’ombra come autori di numerosi, anche se fortunatamente incruenti, colpi di stato.

E deciso una volta per tutte che è ora che obbediscano a chi comanda, cazzo!

Posted in: Senza categoria by nobodysdiary 1 Comment

Opposizione (2)

A distanza di un mese dal mio ultimo post torno sullo stesso argomento per rimangiarmi in parte quanto ho scritto.

Nel senso che se non si può incolpare l’opposizione perchè non riesce a mandare a casa il piccolo gheddafi de noartri tuttavia sarebbe anche lecito, in un mese, aspettarsi almeno un qualche colpo di coda.

Abbiamo un premier travolto dagli scandali, sommerso dalle beghe processuali e del tutto incapace non dico di governare, ma addirittura di gestire gli affari correnti e l’opposizione nel frattempo bolla come “demagogiche” oppure “irrealizzabili” tutte le richieste che provengono da chi, stanco come la maggioranza del Paese, fa proposte per abbreviare l’agonia e restituire all’Italia un governo, di qualunque colore, che sia capace di governatre.

Ammesso, e non concesso, che la proposta di dimissioni in blocco dell’opposizione (proposta da Padellaro) non porti allo scioglimento delle Camere, e qui si può anche essere d’accordo, siamo veramente convinti che una maggioranza di 15 deputati possa legiferare alcunchè di fronte ad un sano ostruzionismo che sarebbe del tutto giustificato dai fatti e dalle intenzioni recentemente conclamate?

Nel caso in cui si decida di non ricorrere ad elementi di contrasto così forti (ma se non ora, quando? tanto per parafrasare il motto delle ultime manifestazioni) si ritiene veramente che l’unico elemento di lotta politica sia quello di presentarsi a recitare peana nelle trasmissioni televisive aspettando che sia il tribunale anzichè la politica ad aver ragione del governo morente?

Cosa si aspetta a fare quello che è il minimo che l’opinione pubblica internazionale si aspetta (ce lo ha dovuto ricordare quel fascista di Luttvak!) e cioè preparare una coalizione di oppositori con un programma di pochi punti ed un leader di coalizione e battere con questi la grancassa dei massmedia in un momento di massima ricettività e di sfiducia collettiva nel leader?

Mentre in Italia si dorme della grossa in Germania un ministro si dimette perchè ha copiato anni fa la tesi di laurea.

Se non ci muoviamo saranno sempre di più quelli cui verrà il dubbio di quale dei due sia il vero paese normale.

Posted in: Senza categoria by nobodysdiary Commenti disabilitati su Opposizione (2)

Opposizione

Da un po di tempo nelle più o meno frivole conversazioni sulla politica, ed ieri sera addirittura più o meno contemporaneamente in due trasmissioni “di approfondimento” e da parte di giornalisti più o meno di vaglia, si sente esporre con forza e convinzione la tesi che il nostro presidente del consiglio, con tutta la più o meno impresentabile cricca che gli gira intorno, sia ancora al suo posto perchè l’opposizione non è in grado di proporre un’alternativa credibile.

Questa tesi fa il paio con quelle che si sono sentite in altri oscuri momenti di questo lungo periodo di crisi economica, ma anche morale e di valori, come in occasione delle imposizioni dittatoriali di Marchionne o quando qualche elemento della maggioranza di governo ha salvato il sedere da arresti e processi vari.

Naturalmente l’opposizione, che si chiami PD e IDV o non piuttosto quella un po’ truccata del terzo polo, non è esente da topiche e responsabilità più o meno gravi, da scelte scellerate, da divisioni quando è il momento di unirsi come anche da errori più strettamente attinenti alla strategia ed alla tattica politica (il più evidente: aver concesso a Berlusconi un sacco di tempo fra la mozione di sfiducia e la discussione in aula della medesima) e addirittura anche quando certe azioni erano pienamente condivisibili ed apparentemente efficaci sono state inficiate da difetti di comunicazione che le hanno trasformate in debacle più o meno brucianti.

Tutto vero, tutto giusto e tutto sacrosanto, ma di fronte alla situazione attuale in cui, tanto per fare un esempio, nella giunta per le autorizzazioni siedono 11 membri del PDL e 9 (anzi otto, perchè uno è in malattia) delle opposizioni, quale avrebbe dovuto essere l’esito del dibattito e quindi della relazione? Cosa avrebbero potuto e dovuto fare di più, e meglio, gli otto contro gli undici?

Eppure ieri sera da Santoro Paolo Mieli criticava anche questo esito e il direttore del Tempo, nel salotto di Porta a Porta, si spingeva ancora più oltre affermando senza mezzi termini che il rimanere attaccato alla poltrona di Berlusconi era colpa dell’opposizione che non riusciva ad abbatterlo.

Sarebbe opportuno, per non perdere il senso della misura, incorniciare la risposta che gli ha dato Orlando, del PD, presente in studio: “L’opposizione è tale perchè ha meno voti, e quindi conta meno, della maggioranza; altrimenti sarebbe, paradossalmente, essa stessa maggioranza e quindi non più opposizione

Il discorso è un po’ una tautologia, ma faremmo bene a ricordarcelo quando i nostri figli ci presenteranno il conto di questi giorni scellerati e daranno la colpa a noi, che abbiamo sempre votato a sinistra.

Posted in: Senza categoria by nobodysdiary Commenti disabilitati su Opposizione

Montati

L’altro giorno, poco prima delle rivelazioni di Wikileaks, il nostro invisibile ministro degli esteri sosteneva che vi fosse una regia dietro la concomitanza di numerosi episodi che metteva in evidenza il tentativo da parte di non meglio precisate entità internazionali, quinte colonne e/o spectre variamente assortite, di nuocere in misure e modi non meglio precisati alla nostra patria.

Oggi è la pulce Capezzone che ruggisce contro “una ‘manina’ che quanto meno sta selezionando il materiale con una tempistica tutta ostile all’attuale governo italiano“.

Nella mole veramente impressionante di materiale pubblicato dal famigerato sito naturalmente i documenti relativi all’Italia sono una esigua minoranza, che è fra l’altro del tutto proporzionata alla poca importanza che il nostro Paese ha a livello internazionale.

Purtroppo la malattia che ingigantisce giorno dopo giorno lo smisurato ego del nostro premier, e che ha convinto il nano Cucciolo a sentirsi il ciclope Polifemo, pare essere contagiosa ed ha già iniziato ad infettare i suoi collaboratori.

Sarebbe opportuno ricordare a Capezzone e Frattini che non c’è alcun bisogno di manine varie e regie occulte per gettare fango e discredito sull’Italia.

Per quello bastano e avanzano le azioni del nostro presidente del consiglio.

Posted in: Senza categoria by nobodysdiary Commenti disabilitati su Montati

Distaccato dalla realtà

Quello che dovrebbe cominciare a preoccupare soprattutto i sostenitori (che invece non se ne danno per intesi) è il fatto che Berlusconi non solo racconta delle balle o delle bischerate, ma che poi ci crede talmente che interviene in diretta ad una trasmissione per urlare la sua verità sui rifiuti di Napoli (che è piuttosto scollata dalla realtà, come dimostrano cronache ed immagini, anche di TG e trasmissioni amiche) e vi si aggrappa in modo tale da inveire in maniera oltretutto poco educata ed accusare di mistificazione chi osa provare a dimostrargli che la musica che lui pretenderebbe di far ascoltare agli italiani è ben diversa da quella che loro sentono quotidianamente.

Il fatto che chiunque del mondo dell’informazione avesse provato a fare correttamente il suo mestiere, cioè confrontare le promesse con la realtà, avrebbe finito per scontare una pesante campagna di delegittimazione e di protesta era palesemente scontato.

Il fatto che fosse lo stesso presidente del consiglio a scendere personalmente in campo ed usare toni indignati e rabbia, in quanto convinto che la realtà sia quella che percepisce lui (cioè quella in cui tutti i problemi sono stati magicamente risolti) piuttosto che non quella delle tremila tonnellate di rifuti ancora in mezzo alle strade, lo era molto meno.

Un leader che ha il vizio di non dire la verità lo si può anche tollerare; uno che crede a tutto ciò che racconta, non importa se sia vero o falso, francamente non ce lo possiamo permettere.

Posted in: Senza categoria by nobodysdiary Commenti disabilitati su Distaccato dalla realtà

Anche gli altri

Fra il tutto e il contrario di tutto che si sente e si legge in questi giorni sulle private, ma imbarazzanti, vicende del premier non sfugge il tentativo di buttare nel medesimo calderone i comportamenti di esponenti delle altre parti politiche per minimizzare, nascondere ed infine cancellare le responsabilità, pesanti, del nostro capo del governo.

Questo modus operandi, battezzato dal sempre acuto Luca Bottura su Radio Capital “Il più pulito c’ha la rogna“, è stato praticamente inventato dalla coppia Feltri-Belpietro, presto fiancheggiati dall’altro figuro, Sallusti (quello che si beccò del delinquente da D’Alema in diretta TV perchè tentava, usando appunto la nota tecnica, di paragonare un affitto ad equo canone al regalo della casa di Scajola), ed in momenti come questo viene utilizzata a piene mani da chiunque provi a difendere l’indifendibile.

In effetti non si vede altra via d’uscita o strategia di comunicazione logica da utilizzare e non ci sono scuse, per la classe dirigente di un partito e di un paese che voglia definirsi tale, per evitare di buttare a mare un leader che tanto imbarazzo crea ed ha già creato.

Esempi dell’utilizzo di questa strategia ve ne sono a valanghe, dallo psicologo che l’altra sera a Otto e mezzo ha avuto l’ardire di contraddire Rodotà su Tarantini, affermando che fra i clienti di Tarantini vi erano anche numerosi esponenti del centrosinistra pugliese e beccandosi in risposta che si sono tutti dimessi e molti sono attualmente custoditi nelle patrie galere o agli arresti domiciliari mentre altrettanto non si può dire degli esponenti del centrodestra, fino ad arrivare a Sircana e Marrazzo, dimenticando anche in questo caso che entrambi si sono dimessi e che il primo non era neanche un pubblico amministratore ma solo un portavoce di un uomo politico.

Di certo c’è una sola cosa: questa strategia naturalmente funzionerà.

Il cervello dell’italiano è troppo preso a pensare ad altro per permettersi di fare tutti i distinguo del caso e valutare le differenze di comportamento fra chi è beccato con le mani nel sacco, ed anche la differenza di livello dei personaggi coinvolti, perchè se al presidente di una regione si chiede un comportamento irreprensibile, quanto irreprensibile deve essere quello del capo del governo?

Simili sottigliezze non ci passano neanche per la testa altrimenti a quest’ora saremmo già insorti ed avremmo costretto con moto di popolo il miliardario a lasciare l’incarico; non per i suoi comportamenti etico-morali, ma semplicemente perchè da quando il paese è impantanato nella crisi economica le sue sole preoccupazioni, oltre al sesso, sono state la magistratura e le intercettazioni telefoniche.

Almeno di questo dovremmo chiedere conto.

Posted in: Senza categoria by nobodysdiary Commenti disabilitati su Anche gli altri ,

Diario mondiale (8)

Aperitivi. A volte non ci vuole molto per guadagnarsi del gran credito, basta fare un’affermazione abbastanza prevedibile, almeno a giudicare dalle dinamiche fin qui notate.

Sabato mattina in spiaggia si parla di calcio e il sottoscritto si sbilancia con: “Non faccio previsioni, ma anticipo che se l’Argentina va sotto di un gol ne prende un secchio…“. Come al solito si sprecano gli intemerati fra cui il mio preferito: “Se perdono con più di due gol di scarto pago aperitivi per tutta la settimana!“.

Il barista del bagno se la gode tutte le mattine…

Tifo. Siamo alle semifinali e fra le squadre rimaste non ve ne sono molte che risuotono simpatia.

I crucchi tedeschi dopo le smargiassate di CL (e ancora i più rappresentativi di loro continuano a negare gli aiuti arbitrali) e l’eccessiva condiscendenza arbitrale che gli ha consentito di superare lo scogliop inglese on godono certo dei miei favori di simpatia.

Lo stesso per gli olandesi, almeno finchè quel cecchino travestito da calciatore di Van Bommel veste la maglia arancione.

Mi piacevano gli spagnoli, ma ho visto da parte di Capdevilla delle sceneggiate indegne che me li rendono immeritevoli, perciò, con la consapevolezza che non succederà mai, spero nella vittoria della Celeste.

Posted in: Senza categoria by nobodysdiary Commenti disabilitati su Diario mondiale (8) ,